venerdì 10 agosto 2012

Boa

Siamo arrivati anche qui, alla fine. Inevitabilmente. In questa giornata che segna il cielo colore della notte con improvvisi lampi di stelle cadenti. Esprimete desideri. I vostri. Il mio. Anzi: i miei, che è meglio puntare in alto.
Giro di boa, oggi. Finalmente direi, dopo un'attesa quasi estenuante, a colorare di grottesco una sceneggiatura da premio Oscar. Giro di boa a segnare nuove direzioni.
E prova del nove, anche, per capire se la direzione non è così sbagliata, se è diversa ma comunque sopportabile. E supportabile.
Desideri. I vostri. Il mio. I miei

martedì 7 agosto 2012

Solo il suono del mio passo

Ho camminato su un sentiero, a lungo. Splendidi paesaggi, maestosi orizzonti, giornate dove il sole illuminava la sconfinata bellezza della natura. Ho camminato seguendo i miei passi, senza mai voler tornare indietro, sicuro e incerto, come un bambino con la vita davanti. Ho riposato, ho sorriso, ho pianto, mi sono stupito. Ho sofferto e ho raggiunto tante soddisfazioni. Estasi per la bellezza. Indescrivibile, da lasciarti senza fiato, talmente bella da non poter immaginare come possa essere. All'improvviso il tempo è mutato. Inaspettato. Più per la velocità che per l'atto in sé. Sole. Splendido. Solo qualche piccola e leggera nuvola lontana, all'orizzonte. Nemmeno il tempo di arrivare alla fine di un ragionamento e il gelo, la pioggia, il cielo cupo ha avvolto tutto, lasciando a mala pena la possibilità di ripararsi, almeno un poco. E' così bella la natura, anche se le condizioni sono pessime. Incredibile. Tutto intorno è esattamente quello che era prima. Ma i tuoi occhi vedono attraverso una luce diversa. Tutto è uguale, niente lo è più. E anche quando, ripreso il cammino nell'interperie, anzichè migliorare la situazione peggiora, per quanto possa sembrare impossibile, continuo sul sentiero, sicuro e incerto, che tutta la bellezza che mi circonda prima o poi tornerà a risplendere sotto la luce dell'est. E tutto sarà di nuovo come prima. E niente lo sarà più.

sabato 4 agosto 2012

Sette

...and if I lay here, if I just lay here
would you lie with me and just forget the world?...

Una volta era questo.
Ora è solo -6

giovedì 2 agosto 2012

Viaggio

10 minuti. O poco più. Un tratto di strada che divide casa mia dal nido d'amore di una coppia di amici. Sono in macchina da solo, la radio naturalmente accesa e una luce del cielo, al crepuscolo, decisamente bella. Non ci sono tante automobili.
Vetri che si incrociano, ruote, scarichi, tumori. Dietro a quel sottile strato di materiale trasparente teste, visi, capelli, occhi che scrutano il percorso.
E che incrociano sguardi dalla direzione opposta.
Mi sono sempre chiesto.
Chi sei? Qual'è la tua storia? Dove stai andando? Hai qualcuno che ti aspetta a casa? Sei sposato? Hai figli? O sei solo e stai andando in una casa piena solo di te?
Altro vetro. Altre storie. Cosa canti? Sei felice? Stai raggiungendo gli amici? Perchè sei sola in macchina? E nella tua vita? Ruote, scarichi. Altre storie.
Questo lo conosco! Come mai vai da questa parte? Chi ti sta aspettando? E il vetro che ti sta dietro. Perchè ridi? La vita è così difficile? Hai mai provato dolore? Sei innamorato?
Curva. Rotonda. Altra rotonda. Altra rotonda. Il mondo ormai è rotonda.
E tu, con la freccia attaccata: stanotte ti addormenterai serena? Ci saranno braccia a tranquillizzarti? Serviranno?
Non ho mai smesso. Non ho mai iniziato. Vorrei sapere storie, vite, segreti. Chi siete tutti voi. E cosa vedete dietro a questo vetro?

domenica 29 luglio 2012

A chi sbaglia a fare le strissie

Che dire: la vita è fantastica. Ti regala sorprese continuamente, a volte positive, altre negative. Decisamente negative. Profondamente negative. Drasticamente negative. Però “l’è bèla” come dicevano Cochi e Renato. Basta avere l’ombrela. Oppure imparare da tutto quanto la vita ci insegna e organizzarsi, che se piove si sta al coperto. O si prende l’ombrello, appunto. Oppure si prende l’acqua, basta esserne consapevoli. Comunque “non può piovere per sempre” quindi meglio avere con se anche gli occhiali da sole, per proteggersi dagli abbagli. Perché anche quelli rischiano di fare male. Forse ancora di più che la pioggia che ti bagna. Insomma: per vivere la fantastica vita un minimo bisogna essere attrezzati, organizzati, per non rischiare di farsi schiacciare, o scacciare. E bisogna anche essere consapevoli che più sono alte le aspettative e più si rischia di farsi male se per caso si cade. E’ giusto inseguire il meglio, a volte l’irrazionale. Ma si deve sempre stare attenti a non perdere il contatto con il suolo, con la realtà. Che se no poi non solo ci si fa male, ma si rischia di provocare dolore anche ad altre persone. E di dolore ce n’è già abbastanza, senza andare a cercarsene dell’altro. Che poi, siccome dalla vita impari dopo che le cose sono successe, saperle prima è un bel casino… c’è chi un giorno ha detto “ho sofferto” e allora ha detto “io parto, ma dove vado se parto, sempre ammesso che parto”…Ciao!
Non parto. Sono qui. Come sempre. 

martedì 24 luglio 2012

Per poco...

...e saremmo arrivati a 7.

martedì 6 marzo 2012

66

Tanti auguri al mio IDOLO.

Ossia la persona che, attraverso la sua arte, riesce ad avvicinarsi, più di ogni altro, alla mia anima (e cuore) (e mente) (e sogni) (e mondoperfetto) (e latooscurodellaluna) (e vita)